La pulizia nelle scuole può essere garantita solo sviluppando un metodo efficace che tiene conto delle caratteristiche della struttura. In particolar modo gli asili, ma anche le scuole, come tutti i luoghi particolarmente affollati, tendono a sporcarsi più rapidamente e questo facilita anche la diffusione di virus e batteri.

Per pulire correttamente e in maniera efficace le scuole e le strutture per l’infanzia, è importante seguire un programma di igienizzazione corretto e organizzato. Questo comprende molti fattori, dalla ventilazione delle stanze alla riduzione dell’affollamento fino al rispetto delle regole di distanziamento che abbiamo imparato a seguire a causa della pandemia di Covid-19.
Questi però sono aspetti che riguardano l’organizzazione generale degli spazi; vediamo insieme quali sono le fasi che permettono di raggiungere i risultati ottimali di pulizia e igiene.

Prima di tutto è necessario dividere il processo di pulizia della scuola o dell’asilo in tre fasi:

L’analisi dei rischi ambientali

Il Covid ha certamente messo alla prova la gestione della pulizia e dell’igiene in scuole ed asili, ma il tema della corretta pulizia era importante anche prima della pandemia. Quanto successo in questi anni ha evidenziato come sia indispensabile effettuare in anticipo l’analisi dei rischi per tutti gli ambienti frequentati quotidianamente da decine o addirittura centinaia di studenti ogni giorno.

Come si può prevenire la diffusione di agenti patogeni da parte di bambini e adulti, dove sono i punti deboli, quali sono le tecniche di pulizia che assicurano l’igiene e la disinfezione? In caso di risorse insufficienti, quali aspetti è possibile rimandare o tralasciare al fine di non venir meno alle necessità in termini di igiene e sanificazione?

Igiene e pulizia nelle scuole

Nella fase di analisi dei rischi legati alla pulizia e igiene delle strutture scolastiche è necessario trovare le risposte a tutte queste domande, i metodi così identificati andranno esposti chiaramente al personale addetto alla pulizia in modo che questi siano in grado di svolgere le loro attività nel modo più efficiente possibile.

Al fine di limitare le possibili ambiguità o barriere linguistiche, le diverse attività di pulizia da svolgere possono essere rappresentate graficamente in ciascun ambiente in rendendo così le cose ancora più semplici.
Ad esempio, è possibile indicare con colori diversi sulla mappa della stanza le aree da lavare, da sanificare e in generale dove devono essere effettuati i diversi processi di pulizia. Se questo avviene in maniera chiara in ogni stanza, il personale addetto alle pulizie può svolgere adeguatamente i proprio compiti senza margini di incertezza.

Attuazione delle tecniche di pulizia.

Anche se ogni ambiente necessità di processi di pulizia specifici, la pulizia profonda con metodi professionali e macchinari adeguati riduce di oltre il 90% il rischio di diffusione di virus e proliferazione di batteri. Periodicamente, tutta la scuola deve quindi essere pulita a fondo dando attenzione ad ogni dettaglio ed è opportuno svolgere pulizie ad intervalli regolari e con frequenza che tiene conto dell’affollamento della struttura.

Negli asili, è frequente che gli oggetti non solo vengano toccati da bambini, ma spesso anche che vengano messi in bocca. È quindi opportuno sanificare almeno quotidianamente interruttori della luce, maniglie, armadi; per le scuole dell’infanzia va prestata particolare cura alla disinfezione dei giocattoli. Specialmente in ambienti frequentati da bambini piccoli, come gli asili, è opportuno usare prodotti atossici, anallergici e che non lascino residui quali l’alcool o l’acqua ossigenata.
Nelle scuole, anche le aree riservate agli adulti possono avere ambienti in cui è necessario prestare cure particolari, pensiamo ad esempio alle macchine per il caffè o ai forni a microonde che possono essere presenti in una sala insegnanti.

Usando panni in microfibra e bottiglie spray con disinfettante per la pulizia manuale delle superfici ci sono due tecniche che permettono di aumentare la sicurezza e l’efficacia delle operazioni di pulizia. 

  • Tramite il colore dei panni da utilizzare è possibile differenziare l’ambiente in cui essi vanno usati, ad esempio rosso per i bagni e blu per tutti gli altri ambienti, anche il colore dello spruzzatore può essere utilizzato per distinguere prodotti diversi qualora questi vengano preparati tramite diluizione e siano privi di etichetta.
  • Il metodo delle 8 o 16 pieghe ci si assicura che le varie superfici vengano sempre deterse con il lato pulito del panno e che la polvere e gli agenti patogeni non vengano trasportati da un ambiente all’altro. Il panno in microfibra viene piegato prima una volta e poi, a seconda delle sue dimensioni, ripiegato una o due volte di lato, si spruzza il detergente su un lato pulito del panno si pulisce la superficie; così facendo lo stesso panno può essere utilizzato per pulire otto o sedici aree prima di sostituirlo. Questo oltre a garantire la pulizia, ottimizza le risorse.

Per effettuare una pulizia quotidiana a secco, un’ottima soluzione sono gli aspirapolvere dotati di filtro HEPA (dall’inglese High Efficiency Particulate Air filter) in quanto raccolgono e trattengono i microrganismi. Per la pulizia a umido, in caso di contaminazioni (es. focolai di malattie infettive nelle scuole) è assolutamente da evitare il metodo “a secchio” perché aumenta enormemente il rischio di contaminazione incrociata è di trasferimento degli agenti patogeni. Per questo si possono usare i copri-mop in microfibra possibilmente pretrattati con soluzioni di detergente o detergente disinfettante. Per ridurre il più possibile la possibilità che avvenga la contaminazione incrociata, per la pulizia del pavimento è opportuno cambiare il panno in ogni stanza.

In ottica di eco-sostenibilità, non utilizzate prodotti monouso, ma è opportuno usare panni riutilizzabili che, al termine delle operazioni di pulizia, devono essere al loro volta lavati ad una temperatura compresa tra i 60°C o 95°C. Solo se questo non fosse possibile, per mantenere la qualità della pulizia, si possono utilizzare prodotti mono-uso.

Per la pulizia dei corridoi delle scuole, la lavasciuga pavimenti è certamente lo strumento più efficiente ed efficace in quanto aspira lo sporco e deterge/igienizza in tempi molto più rapidi rispetto alla pulizia manuale.

Controllo del risultato, verifica e miglioramento

Per le scuole più piccole, la verifica del protocollo di pulizia è certamente più semplice: tramite un registro delle attività svolte e di quelle che non è stato possibile effettuare permette di conoscere in ogni momento lo stato di pulizia e sanificazione della struttura.

Per verificare se l’obiettivo di pulizia prefissato è stato raggiunto, è possibile effettuare a campione il test ATP che, analizzando il quantitativo di adenosin-trifosfato (ATP) su una superficie con un semplicissimo tampone, permette di verificare se la superficie corrisponde allo standard igienico desiderato.

Se gli ambienti non sono stati puliti secondo gli standard prefissati a causa di limiti di tempo, allora il processo di pulizia e igiene deve essere ottimizzato; ad esempio mentre la sanificazione delle maniglie finestre che vengono toccate è importante, la pulizia del lato esterno delle finestre può essere rimandata in quanto non critica per la sicurezza

Così facendo, il concetto di pulizia viene adeguato alle necessità e alle risorse disponibili in modo da garantire sempre il grado massimo possibile di pulizia igiene.

pulizia-nelle-scuole

Nelle emergenze…

Come detto in precedenza, le scuole e ancora di più gli asili, sono più soggetti alla diffusione di malattie, se in una situazione normale la pulizia in una sola fase è sufficiente, quando si viene a conoscenza della diffusione di una patologia infettiva, la scuola deve essere pulita in una prima fase, ma successivamente igienizzata.
Mentre la sanificazione delle superfici avviene con panni imbevuti di prodotti chimici, le macchine lavasciuga sono efficaci nella pulizia profonda dei pavimenti.

La nebulizzazione spray è permessa solo se gli addetti sono dotati dei necessari DPI, in quanto spruzzando i disinfettanti è necessaria una maschera protettiva in aggiunta alla normale attrezzatura con indumenti da lavoro e guanti. Dopo la nebulizzazione, il locale deve essere ventilato e non accessibile al pubblico per tempo indicato dal produttore del disinfettante.

Se non è possibile per vari motivi l’utilizzo di prodotti chimici, la disinfezione è solitamente garantita anche dai pulitori a vapore professionali in quanto gran parte dei patogeni vengono neutralizzati con le alte temperature. Il vapore fuoriesce dalla macchina a circa 100 °C raffreddandosi rapidamente con l’aumentare della distanza, quindi, per essere efficace, l’ugello deve essere orientato direttamente sulla superficie da trattare.

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